Gli auguri del Presidente ASROO

Quando entri in un reparto di Oncologia Oculare Pediatrica, vedi delle facce che ti restano impresse per tutta la vita. Non sono facce che incontri tutti i giorni, sono visi pieni di troppe, tante cose, tutte ingiuste, brutte, negative, pessime, inaspettate, espressioni deformate dal non sapere, dal non capire il perché stia accadendo tutto questo.

Occhi gonfi di lacrime nascoste di una madre, occhi lucidi di un padre, lacrime di spaventi e dolore di un bambino. È tutto assurdo, sembra di vivere in un film dell’orrore ma questa volta da inermi e involontari attori protagonisti. Sta capitando proprio a lui, al frutto del tuo amore, all’anima che ti sta insegnando l’espressione “per sempre”. Qui la prima tortura per questi Guerrieri inizia con le gocce per dilatare la pupilla … gocce, delle lingue di fuoco iniettate che la squarciano ed allo stesso tempo chiudono il contatto con l’esterno. Diventa tutto nebuloso, pieno di ombre, sfuocato, spesso è il preludio a cosa ti aspetta se la diagnosi sarà negativa e non ci saranno lacrime che per quanto copiose, potranno lenire quel bruciore. Arriva il tuo turno. Consegni la prosecuzione di te stesso nelle mani di Medici bravi e umani e poi aspetti. Momenti che diventano minuti, ore che sembrano giorni, camminate a testa bassa contando passi cercando angoli di pavimento sperando quasi in un loro conforto. Si è fermato il tempo.

Poi finalmente si apre quella porta ed arriva il responso: o piuma o macigno. Gli ero veri restano sempre e comunque i bimbi, riescono ad affrontare con coraggio qualcosa di insormontabile ed impossibile anche per il più tosto ed abile dei grandi. È un paradosso ma la forza ti arriva proprio da loro nonostante tutto.

Il mio pensiero – oggi più delle altre volte – va, oltre che a questi eroi veri, a tutti quei genitori che stanno vivendo queste tragedie vere. Sono con voi. Se credete in Dio pregate, se conoscete persone in questa situazione stategli vicino. Ogni volta che vengo qui in reparto ritorno con i piedi per terra e vaffanculo a me che mi lamento. Prima di rispondere “insomma …” “sono stato meglio …”, “guarda non me ne parlare …”, “ascolta, un periodo di merda …” a chi mi chiede come stai, gli risponderò per rispetto a quegli Eroi ed alle loro lacrime: “bene, va tutto bene”.

Ve lo devo piccoli Guerrieri, lo devo a voi ed ai vostri genitori. Grazie e che Dio o chi per lui vi protegga possibilmente meglio di come l’ha atto fino questo momento.

Giuseppe Quintale, Presidente ASROO

Associazione scientifica Retinoblastoma e Oncologia Oculare